critica
Saggio critico
di Gabriele Simongini
(Roma 1995)

Le sculture di Raffaele Della Rovere sostanzialmente astratte, rivelano un originale connubio tra leggerezza ed equilibrio, nelle loro poetiche aperture spaziali. La sintesi estrema raggiunta da Della Rovere è innervata da una energia vitale che la tramuta in struttura “organica” ed autonoma. Non si tratta di un problema compositivo inerente ad una conquista dello spazio, quanto piuttosto di una concentrazione del medesimo nelle “linee-forza” della scultura.